GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo - GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo

GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo di Claudio Nader

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Comunque, CRESCE.

Dico, il fumetto. Cresce.

C'è poco da fare, non parlo di linguaggio e attenzione culturale, parlo di mercato.

fumetti in libreria
Evidentemente, il fumetto, anche in Italia, sta crescendo. Acquisizioni di quote aziendali e partnership di vario tipo, coedizioni, ecc. Ovvio, sono poche e muovono pochi soldi, cambiano di poco le carte in tavola. Ovvero, non fanno notizia. Eppure, di solito, le cose che, senza far notizia, spingono un po' più in là, rilasciano le fondamenta di strutture future.

Spessissimo l'attività degli uffici stampa (che per me sono il più fondamentale ed intrigante anello delle reti editoriali) gridano alla novità, guadagnano spazi su giornali e fanno parlare un giorno o due di un'opera, ma poi, questo, non serve a molto. Anche aldilà dei fumetti, intendo.

La differenza NEL TEMPO la fanno le cose che si sviluppano, non quelle che esplodono e si bruciano contemporaneamente. Allora, tanto per amore di chiarezza, riepiloghiamo le novità italiane degli ultimi anni. Tra acquisizioni e nascita di intere etichette e fusioni aziendali in percentuali diverse. 


RIZZOLI si fonde con Lizard. Nasce Rizzoli-Lizard

ALET si fonde con Becco Giallo. Il marchio non cambia.

FANDANGO si fonde con Coconino. Nasce una collaborazione.

GUANDA crea Guanda Graphic (chissà come sta andando?) coem sua nuova etichetta.

ALET, singolarmente, pubblica fumetti.

MARSILIO, Rizzoli 24/7, GIOCHI PREZIOSI e altri editori pubblicano ormai anche fumetti, prodotti da loro o solo editati. MONDADORI prosegue a pubblicarne, forse con una accennata attenzione alle pubblicazioni non solo antologiche.


In tutto questo, le vendite non ho ancora capito se sono aumentate, complessivamente, negli ultimi anni. Sicuramente anni fa, quando dicevo che mi occupavo di questa roba qui, la gente mi guardava in maniera un po' più denigratoria di oggi. Almeno a bologna, dove sto. Ma forse non solo.

Mi chiedo solo: l'assenza di grandi boati pubblici coperti dal successo è un segno, l'ennesimo, dell'incapacità defintiva del fumetto di "bucare lo schermo" o è la conferma che siamo al livello delle fondamenta, e ciò non può che fare bene?

Chissà. Eppure, se le cose si muovono anche a livello aziendale, qualcosa vorrà pur dire.

Commenti

umm… forse è ancora presto… cmq le case editrici di varia ci stanno andando con i piedi di piombo… quasi tutte con titoli scritti (o tratti) da scrittori del loro catalogo (vedi guanda, vedi marsilio ma anche mondadori con vangelisti o rizzoli con carofiglio)… il problema è che di solito vende più un romanzo di uno di questi scrittori che un fumetto quindi (si chiede la casa editrice) che vantaggio ho a pubblicare un fumetto? Perciò mentre osano con scrittori emergenti, fanno pochissimo (visto le vendite ancora scarse) con i fumettisti emergenti (e anche quelli non emergenti che non siano praticamente classici o cmq grandi del fumetto)… Michele
senti ma secondo te jimmy corrigan è stampato bene? cioè la traduzione mi sembra molto buona ma tipo la copertina è tutta sgranata, quasi illeggibile, e i colori dentro sono super carichi, molto scuri rispetto all'originale, tipo che c'è troppo giallo o qualcosa così... te che ne pensi? comé possibile sbagliare la stampa di una roba così costosa? no perché secondo me così il colore si spegne molto ed è molto meno attraente...
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