GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo - GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo

GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo di Claudio Nader

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Recensioni | PERCHE’ HO UCCISO PIERRE di Ka e Alfred

Di questo libro volevo parlare prima, ma tra qualche giorno di vacanza e un po' di lavoro estivo, sono stato latitante un po' tropPerche_ho_ucciso_pierrepo. Ne parlo adesso.

Perché ho ucciso Pierre è un libro autobiografico.

È il racconto di un trauma subito dallo scrittore del libro, Olivier Ka, durante una vacanza fatta da bambino. È la storia di come un fatto accaduto sia diventato un trauma con il passare degli anni e di quanto sia necessario risolverlo, lasciarselo alle spalle, per poter continuare a vivere liberamente.
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In collaborazione con Alfred, la storia di Ka diventa una graphic novel che in Francia ha ricevuto importanti premi al prestigioso festival di Angouleme 2007. Devo dire che il libro riesce a far sentire vicina una vicenda a cui difficilmente ogni lettore può sentirsi vicino. Il tema di cui si parla è la pedofilia e il racconto procede per capitoli dedicati alle diverse età del protagonista.

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Dai genitori hyppies ai nonni religiosi, dal prete amico di famiglia agli amici libertini dei genitori, la vita del protagonista si sviluppa passo dopo passo con l’ingenuità di un bambino che non riesce a capire tutto ciò che gli succede attorno.


È la maturità raggiunta che gli mostra gli aspetti più gravi della sua vita di bambino e lo porta a dover “uccidere” Pierre.
Il racconto sempre al presente, per ogni anno raccontanto, trasforma ogni cosa in un’esperienza viva, facendola uscire dalla dimensione del ricordo. Forse è per questo che il trauma del protagonista riesce a farsi sentire così efficacemente.

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In linea con la forte tendenza autobiografica della graphic novel contemporanea, il libro fa coincidere racconto e realtà, disegno e fotografia, sconfinando nel resoconto adulto dei due autori del libro e spiegando la genesi dell’opera intera.

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Personalmente, ho avuto l’impressione che i disegni non siano molto ben intrecciati con la parte scritta. La sensazione che alcune immagini siano illustrazioni slegate, con didascalie che accolgono le parole. Non ho avuto sempre la sensazione di leggere una storia narrata “attraverso le immagini”, come di solito accade nel fumetto, bensì una storia narrata a parole con la collaborazione di illustrazioni. Non sempre.
A tratti, l’impressione è stata quella di leggere un romanzo che sarebbe stato bene anche senza immagini, anche se queste sono poi molto vitali, colorate ed effettivamente caratterizzanti.

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In Italia il libro è pubblicato da Tunuè, nella collana Prospero’s Books.