GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo - GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo

GRAPHIC NOVEL: il fu Fumo di Claudio Nader

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Chiacchierate | IL FUMETTO OGGI E’ FINALMENTE MATURO?

Little_nemo

Non so a voi, ma a me capita spesso di sentir dire (o di leggere) che oggi, attraverso il fenomeno graphic novel, il fumetto sia diventato finalmente 'maturo'. Sia cresciuto, abbia 'definitvamente raggiunto l'età adulta' e altre cose simili, tipo… 'i grandi capolavori sono nati tutti negli ultimi 30 anni', e sono quelli più 'letterari'.

Forse io sono scemo, ma ho l'impressione che cose come Little Nemo in Slumberland, alcune piccole cose di Olaf Gulbranson, i Peanuts, Le bizzarre avventure di JoJo o ancora i lavori del buon Feininger siano alcuni esempi di quello che il fumetto ha saputo e potuto essere in altri momenti e con altre necessità culturali, dimostrando qualcosa di molto maturo e compiuto, senza passare per il fumetto 'letterario' di oggi.

Quindi, mi chiedo… sono scemo io?

O c'è qualche significato della parola 'maturo' che non colgo?

Ci sono molte altre cose straordinarie che semplicemente non sono in luce oggi? Perché poi le necessità culturali cambiano, le cose spariscono e ritornano: anche Michelangelo è tornato alla ribalta nel mondo dopo che Rodin ci ha messo gli occhi sopra per studiarlo.

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Secondo voi: qualche fumetto 'maturo' che non rientra nel fenomeno graphic novel di oggi? Qualcosa che già diede valore al fumetto a prescindere da questa declinazione più recente?

O sono scemo io?

Commenti

Non capisco bene a chi è rivolto questo blog... trovo queste domande tremendamente retoriche per il lettore forte di fumetti, ma probabilmente incomprensibili per il lettore di recente acquisizione, per chi diciamo ha letto Persepolis e poco più... Ma forse le domande sono un trabocchetto, ed è il concetto di "maturità" che va approfondito. Credo che il linguaggio abbia raggiunto la sua maturità da almeno 80 anni (vado a occhio). Chiuso approfondimento. Chi di sicuro non ha raggiunto la maturità siamo noi, addetti ai lavori e appassionati italiani, che in un modo o nell'altro continuiamo a soffrire di insicurezza, e continuiamo a preoccuparci della stampa generalista. Per fare un esempio: io attorno ai 15 anni ero piuttosto affascinato dall'hip hop... che outing imbarazzante... comunque, sbombolettavo, brekkavo un poco, facevo beatbox e cose così. La scena era piuttosto florida, nel giro di un paio di anni ho frequentato diverse jam e concerti, gremiti e partecipati. Questo accadeva poco meno di 10 anni fa, e non ero certo un pionere del periodo: mc, dj, b-boy e writer abbondavano gia da anni. La prima scuola girava sulla testa sotto i portici dal '90. Questa memoriale per dire che all'uscita di Mondo Marcio e Fabri Fibra (Bonelli School) tv e stampa presentano il fenomeno hip hop come una tendenza nascente, il rap come qualcosa di nuovo e inascoltato dalle italiche orecchie. Era evidente per chiunque non fosse in coma che il fenomeno si era già esaurito da anni e questo inutile reflusso si sarebbe acquietato in pochi mesi. Non so più cosa volevo dire all'inizio, ma ho voglia di riascoltare Quelli che Benpensano... messa in cuffia... che beat essenziale ed elegante!
Caro Jeorge, come sempre la tua schiettezza è un piacere. Sicuramente il blog ancora deve prendere la sua forma precisa, perché per ora sto cercando di avviare le varie "sezioni" e sicuramente siamo ancora in versione 'beta'! Poi diversi giorni di malattia mi hanno bloccato i neuroni... si capirà a chi si rivolge il blog andando avanti. Ce la facciamo, fidati! In ogni caso, Quelli che Benpensano è un pezzo stupendo e il buon Frankie continua ancora a tirar fuori buone cose tra le cose.... In effetti, il concetto di 'maturità' credo sia interessante da indagare, poiché potrebbe davvero far uscire allo scoperto in maniera ragionevole alcuni veri limiti e alcuni problemi legati all'evoluzioni del mercato, e di come ha condizionato il fumetto. Sicuramente un discorso complesso.
Devo ammettere che non sono un grande fan delle definizioni (forse perche` non sono un "addetto ai lavori"). Pero` per come lo intendo io il fumetto non e` una cosa che deve maturare ma semplicemente un mezzo espressivo, e come tale e` stato maturo fin da quando e` nato (quando? anche su questo si potrebbe discutere) ...piuttosto e` la gente che lo utilizza che deve maturare e io credo che ci sia ancora molta strada da fare. Tanto per essere piu` concreti: mi pare che gia` le incisioni medievali fossero un prototipo di narrazione per immagini ed erano ovviamente rivolte a un pubblico "maturo" e acculturato. Ogni epoca in fondo ha avuto l'equivalente del suo "fumetto" piu` o meno popolare. Il vero problema e` a mio avviso e` la ristrettezza di vedute. In tutti questi anni il fumetto continua a essere principalmente istruttivo e/o narrativo. Non dico che alcune storie non siano apprezzabili, ma sono pur sempre solo storie. Solo perche` siamo passati dai giornaletti seriali ai mattoni di 300 pagine non e` che sia questa gran rivoluzione. Nella letteratura e` successo lo stesso piu di due secoli fa quando dal feuilleton e` nato il romanzo moderno. Nel cinema in poco piu` di 50 anni sono passati dalle telenovelas al film. Ma quando avremo l'equivalente dell'Ulisse di Joyce o di un film di Lynch a fumetti!? Quando avremo un fumetto simbolista o un trattato di filosofia o una poesia a fumetti? Io credo che il fumetto essendo una combinazione di disegno e scrittura possa produrre tutto quello che e` gia` stato prodotto in queste arti e molto di piu` ma purtroppo (a parte il provocatorio tentativo di Moebius/Pazienza) nessuno ne sta espolarndo a pieno le potenzialita`.